Suonare News 0 2001
 

Dove i suoni sono un affare
di Alice Bertolini

Francoforte non è soltanto la sede della Banca centrale europea, quella – per intenderci – che decide le variazioni dei tassi e che dall'anno prossimo dovrà gestire l'arrivo dell'euro. La città tedesca, 600mila abitanti, 700 chilometri da Milano, ospita ogni anno la più importante fiera europea degli strumenti musicali. La "Musikmesse", questo il nome tedesco del salone della musica, si è svolta il mese scorso su una superficie di 130mila metri quadrati dove esponevano oltre 2mila aziende del settore. In flessione i visitatori, passati da 100mila a 93mila, una cifra comunque impressionante e che lascia a debita distanza i saloni di Parigi e di Rimini. Impossibile a Francoforte vedere tutto: la Musikmesse si estendeva su 5 padiglioni dove erano presenti i principali produttori mondiali di strumenti, accessori, editoria, ma anche associazioni di categoria e istituzioni. E per la prossima edizione è previsto un ulteriore ampliamento con l’abbandono degli “storici” padiglioni 8 e 9 che confluiranno nel nuovo Halle 3. L'ipertecnologico Salone Prolight+sound, che si svolgeva negli stessi giorni, occupava altri 7 padiglioni, e ha presentato tutto quello che si può immaginare in fatto di acustica, installazioni, impianti di illuminazione e di registrazione, eccetera. Cuore della struttura, l'enorme e luminosa Music Hall, che collega i due padiglioni principali, dove anche quest'anno si è svolta una maratona di concerti no-stop. I commenti di produttori e compratori concordano: la Musikmesse costituisce un'occasione unica in Europa (e forse nel mondo, se si esclude il colossale Namm di Los Angeles) per fiutare il mercato, capire le tendenze, creare e consolidare contatti, insomma, per fare buoni affari. Quest'anno non sono mancate le preoccupazioni per la situazione del mercato europeo, in affanno rispetto all'anno passato, e per il sensibile calo di presenze dai paesi asiatici, Corea in testa. Massiccia, come sempre, la presenza di espositori italiani (ben 115), che grazie alla debolezza dell'euro hanno rafforzato le esportazioni verso America e Giappone. Meno numerosi i nostri rivenditori, scoraggiati forse dalla contrazione del mercato interno. Ma vediamo insieme le principali novità presentate al salone della musica. pianoforti Il padiglione 9.2 è il regno del pianoforte. Nel "Piano Salon" trovano spazio gli stand dei costruttori più prestigiosi, da Bösendorfer a Steinway. I marchi che hanno anche una linea digitale, come Kawai, sono invece in un altro settore dello stesso padiglione. Da segnalare la tendenza a presentare nuovi modelli di gran lusso. L'haute-couture si affianca al prêt-a-porter per uno strategico rilancio d'immagine e magari per avvicinare una nuova interessante clientela, quella dei collezionisti. Ecco allora il verticale U5 e il coda C3 della Yamaha, in pregiato legno africano di bubinga, che ricorda la radica, oppure il modello a tiratura limitata TP300 della Steinway, (creato per il trecentenario della nascita del pianoforte) dall'elegante design dell'americano Dakote Jackson. E se Bösendorfer si presenta con un sontuoso gran coda da concerto 280, Seiler lancia i modelli 242 Konzert e 208 Professional mentre Petrof annuncia di aver finalmente trovato un nome, "Mistral", per l'ultimo ambizioso modello gran coda (v. box). «C'è sempre maggiore sensibilità alla qualità del prodotto», spiega Roberto Furcht distributore italiano di Kawai, che a sua volta presenta la nuova linea "Shigeru" (dal nome del leggendario presidente del colosso nipponico): una serie limitata, realizzata con materiali selezionati, che richiede una lavorazione 5 volte più lunga del normale. «Qui a Francoforte – prosegue Furcht – è presente anche l'attuale presidente Irotaka, figlio di Shigeru, che si trova in Europa per presentare a Berna e a Lugano il nuovo modello». Come va il mercato? «La situazione non è facile, ma, grazie alla favorevole situazione valutaria, c'è un riflusso positivo nell'export verso Stati Uniti e Giappone: una tendenza che si mantiene, anche se a livelli un po' più bassi, sin dall'anno scorso. Un altro segnale positivo è la fiducia nella ripresa dell'economia europa, come dimostra la crescita degli ordini "a tempo"». L'ultima sfida lanciata dalla tedesca Schimmel è un nuovo pianoforte a coda di dimensioni medie con le stesse qualità di un gran coda. «Il GP 169 – spiga l'importatore italiano Giovanni Doria – si basa sul C213, che avevamo presentato con successo lo scorso anno. La meccanica, e quindi la sensibilità al tocco, è identica, persino la tavola armonica ha la stessa ampiezza. Ma il vantaggio è che le dimensioni del mobile sono ridotte. Qui a Francoforte, dove lo presentiamo in anteprima, l'ha provato uno dei giurati del Premio “Rubinstein” e ci ha fatto i complimenti». Non mancano modelli più abbordabili, come il nuovo verticale UP126 della Boston, la linea prodotta in Giappone su licenza Steinway. «L'anno scorso – continua Doria – avevamo mostrato il prototipo». Yamaha propone il C3 NEO. «Il C3 è il mezzacoda più venduto al mondo», spiega Giorgio Marotti. «Abbiamo pensato di crearne un modello speciale con l'avveniristico design del Disklavier 2000. Volendo può anche essere dotato del software del Disklavier, che permette di registrare e riprodurre le esecuzioni. Costa circa 85 milioni. A Francoforte presentiamo anche il verticale V124, costruito in Inghilterra da Kemble/Yamaha: si interpone come dimensioni tra U1 (121) e U3 (131). Allo stand della Yamaha c’è anche Lorenzo Gobbi, giovane project leader del Disklavier, che ha qualche novità da raccontare: «Abbiamo tenuto con successo uno stage al Conservatorio di S. Cecilia di Roma e abbiamo nuovi interessanti contatti, ad esempio con Andrea Lucchesini e Bruno Canino». Nello stand della Bechstein campeggia il grand coda da concerto D 280. «È l'esito di un ulteriore aggiornamento del nostro pianoforte da concerto», spiega Leonardo Duricic. «Può competere con un'orchestra grazie a una grande riserva di sonorità, specialmente negli acuti che prima erano considerati il punto debole dei Bechstein. Verrà inaugurato con un concerto di Mario Delli Ponti nella Sala Verdi Conservatorio di Milano. Per le scuole e gli studenti proponiamo invece la serie Academy A189 e B 208 a coda: abbiamo ridotto i costi scegliendo un mobile semplice e una lavorazione sobria del telaio in ghisa. La Zimmermann, invece, punta soprattutto sui verticali 116, 120 e 125, che sono stati arricchiti di elementi del Bechstein, per ottenere, a costi minori, le sonorità piene caratteristiche della prestigiosa marca tedesca». Da Bohemia c'è la fila per sedersi allo sgabello del 185 A, il nuovo coda presentato alla Fiera: «È stato ridisegnato tecnologicamente con grande cura — spiega Tagliaferri – e i materiali sono i più pregiati. Per la tavola armonica è stato selezionato il miglior abete rosso di Bohemia e il nuovo telaio garantisce un perfetto equilibrio tra tastiera e meccanica». Nei giorni aperti al pubblico la scena è sempre la stessa. Lo studente chiede timidamente informazioni su questo o quel modello di verticale, valutando rapporto qualità-prezzo, magari la possibilità di silenziamento per prevenire le lamentele dei vicini di casa. Poi non resiste. Sfilato lo zainetto dalle spalle si accomoda al gran coda da concerto e, sfidando il suono di altri mille pianoforti, attacca il più virtuosistico dei brani che ha in repertorio. Chi ha detto che nel mezzo di una fiera commerciale non si può sognare di essere al Musikverein? digitali Se Roland lancia due nuove tastiere digitali (HP 337 PE e HP 237PE), Gem presenta una nuova tecnologia di campionamento applicata ai pianoforti digitali: «È un’anteprima – dice Fabio Poletta – sarà in commercio entro la fine del 2001». La Gem annuncia poi di aver reintrodotto per il mercato europeo il marchio Elka (radiomicrofoni e amplificatori per chitarra e basso). Master production, che presenta l'ultimo modello di Midi, ha in serbo un'altra novità, come rivela la titolare Antonella Toccaceli: «Ora distribuiamo in Italia Pianomation, un pianoforte riproduttore, prodotto dall'americana Qrs, che oltretutto utilizza i nostri sistemi midi per i suoi prodotti». A Francoforte non manca Orla, uno dei pochi produttori italiani di pianoforti digitali e di organi da casa. Tra le novità un digitale senza pulsantiera: «Le impostazioni sono regolate direttamente dalla tastiera», spiega Claudia Orlandoni: «Abbiamo qualche novità anche per la fisarmonica: il Midi Trio e Quartet e l’expander presentati dal Renzo Ruggieri. Poi c’è l'organo a due manuali e 61 note con timbri Drawbars presentato da Luca Serenelli». Grande successo anche per l’ES1 della Kawai, il pianoforte digitale portatile del colosso nipponico con altoparlanti incorporati . Per quanto riguarda gli accessori ci sono interessanti novità. Come la panca nera da concerto Discacciati con finitura capitonné: «Grazie alla nuova meccanica – spiega il titolare – è molto stabile, non ha spostamento e non scricchiola. Ha una clientela soprattutto americana e giapponese, costa circa 350mila lire». fiati e chitarre Una piccola folla si raduna di fronte allo stand della Umi (United musical instruments), l’azienda americana che commercializza marchi prestigiosi come Armstrong e Conn e che dall’anno scorso è finita nell’orbita Steinway. Suona Jiggs Whigham, il primo trombone dei Berliner Philharmoniker, insieme con il suo ensemble di ottoni. Sorride soddisfatto Claudio Formisano, agente esclusivo per l'Italia: «Sta andando bene. Gli operatori interessati sono molti, forse è un po' in calo il pubblico. I nostri nuovi modelli sono il trombone basso 62H della Conn, il flauto Armstrong 200E, e il trombone tenore 2102 PL King, quello che suona Whihgham». Non mancano gli italiani Patricola, che sfodera la nuova gamma di clarinetti H e di modelli professionali di oboe, e Rampone e Cazzani, che mette in vetrina la lussuosa linea di sassofoni in oro 24 carati R1. Suscitano grande interesse anche gli stand dedicati alla chitarra. I fratelli spagnoli Felipe e Mariano Conde presentano il modello Felipe V: «La suona anche Paco de Lucia», afferma Mariano, mentre mostra con orgoglio il pregiato strumento, riccamente decorato. Novità anche dalla francese Savarez, a cominciare dai set di corde che mescolano serie precedenti per ottenere maggiore versatilità (ARJ e CRJ) e dallo smalto per unghie con resina di alta qualità Sempre pieno di visitatori lo stand di Alhambra, il costruttore spagnolo di chitarre da studio più apprezzato al mondo. Ma la lista degli stand dedicati alle sei corde sembra non finire mai: Esteve, Raimundo, Lorca, Cuenca, Prudencio Saez, Almansa, Rodriguez. Manca solo Ramirez, il marchio forse più noto, che l’anno scorso è stato segnato dalla scomparsa di José IV, ultimo erede della leggendaria dinastia spagnola. Tra gli accessori non si possono dimenticare le custodie rigide della Vgv di Castelfidardo e i maggiori produttori di corde: gli americani D’Addario, La Bella e Augustine e gli italiani Galli e Dogal. edizioni musicali Massiccia anche la presenza degli editori, raggruppati in un’apposita “isola” dedicata agli spartiti musicali. C’è il colosso tedesco Schott. «Oltre a numerose novità nel catalogo – spiega Laura Patrizia Rossi, responsabile vendite per Italia, Spagna e Portogallo – abbiamo ottenuto l'esclusiva mondiale per la distribuzione delle musiche di Mikis Theodorakis, pubblicato dalle edizioni greche Romanos». Un altro enorme stand è occupato dalla tedesca Bärenreiter, che tra le novità espone la partitura tascabile delle nove Sinfonie di Beethoven curate da Jonathan Del Mar. Pierre Lemoine, presidente dell'omonima casa editrice francese, è particolarmente orgoglioso della recente pubblicazione di Mes arrangements à l'amiable con gli arrangiamenti per chitarra realizzati da Roland Dyens da brani di vari autori, da Monk, a Chopin, a Jobim. «Sta suscitando interesse anche il nuovo catalogo di musiche del chitarrista Pujol e il primo volume, per violino e chitarra, della Collana Mes Premiers pass». Il settore didattico sembra andare a gonfie vele anche per l'editore Alphonse Leduc: «Vendiamo molto i i volumi di Armando Ghidoni, docente al Conservatorio di Trento» – commenta Beatrice Lemaire. Qui stiamo lanciando le Mélodies per flauto e pianoforte di Fauré a cura di Alain Marion». Il settore operistico, con arie e spartiti con cd allegato, fa bella mostra da Carisch e da Ricordi, che accanto alle nuove edizioni critiche di Verdi, Rossini e Donizetti propone la partitura di Ameriques di Varèse. Uniche case editrici italiane Suvini Zerboni di Milano e Ut Orpheus di Bologna. Alessandro Savasta, direttore della storica casa milanese, mostra con orgoglio la nuova collana dei Monumenti musicali italiani. «Abbiamo iniziato con Frescobaldi e Marenzio». I best-sellers? «I libri di didattica per chitarra curati da Ruggero Chiesa». Alla Ut Orpheus troviamo Roberto De Caro: «Siamo una delle poche case editrici italiane con stand a Francoforte. Quest'anno presentiamo più di cento nuovi titoli. I nostri recenti successi? L'opera omnia di Clementi e di Bach per liuto (a cura di Hopkinson Smith), i Quartetti di Cimarosa e i Madrigali di Monteverdi». BOX1: Carta d’identità Titolo della manifestazione: 22a Musikmesse Luogo: Frankfurt (Germania) Data: 7-11 marzo 2001 Biglietto d’ingresso: DM 31 Espositori: 2.147 Paesi rappresentati: 50 Principali Paesi espositori: Germania (555), Usa (144), Italia (115), Francia (66), Inghilterra (55), Spagna (43), Corea (38), Olanda (32) Visitatori: 93.000 Superficie espositiva: 130.000 mq Padiglioni: 5 Catalogo: 428 pagine Settori merceologici: strumenti musicali acustici ed elettronici, edizioni musicali, accessori Indirizzo: Messe Frankfurt Gmbh, Ludwig-Erhard-Anlage, 1 - D-60327 Frankfurt am Main (Germania), tel. +49-69-75750, fax +49-6975756433, sito web: www.messefrankfurt.com Delegazione italiana: via Quintino Sella, 5 - 20121 Milano, tel. 02-8807781, fax 02-72008053 Prossima edizione: 13-17 marzo 2002 BOX 2: L’ultimo nato in casa Petrof Alexandra, 15 anni, ha dato il nome al nuovo pianoforte gran coda Petrof: "Mistral" (in italiano Maestrale, come il vento che spira da Nord-Ovest). La giovane studentessa polacca ha vinto il concorso internazionale "Give me my name", bandito dalla casa ceca. «Si trattava di trovare l'ispirazione giusta – racconta Silvio Ciampi, l’importatore italiano – che rendesse l'idea delle qualità di eccellenza dello strumento. Doveva essere anche internazionale, cioè comprensibile in tutte le lingue. In tutto abbiamo raccolto più di 600 nomi, ma non abbiamo avuto dubbi: Mistral è perfetto". La vincitrice Alexandra Budzynska e l'Istituto musicale in cui studia hanno già ricevuto in premio un verticale Petrof. BOX 3: Il trionfo del "made inItaly" Alla Fiera di Francoforte ha esordito il "made in Italy". Nelle passate edizioni c'è sempre stata una buona presenza di espositori nostrani. Ma i costi dello stand e del viaggio, e forse una certa pigrizia, hanno tenuto lontani i numerosi artigiani sparsi nella nostra penisola. Quest'anno, invece, nel cuore del padiglione 8, per la prima volta c'era lo stand "Italia", dove erano presenti 16 rappresentanti della tradizione liutaria artigianale del nostro paese. L'iniziativa è partita dall'Acisa (Associazione costruttori italiani di strumenti acustici). Il presidente Antonio Miscenà spiega: «Il risultato più importante è che siamo riusciti a creare uno spirito di gruppo tra gli artigiani, tradizionalmente molto individualisti. Per il buon esito di questa difficile impresa è stata fondamentale la collaborazione dell'Istituto nazionale per il commercio estero». Lo stand ospita singoli costruttori, associazioni liutarie e aziende più grandi, come Ufip e Soprano. «I più piccoli – prosegue Miscenà – sono i più avvantaggiati perché con una spesa molto ridotta si sono aggiudicati un'enorme visibilità. I marchi più grandi hanno aderito per solidarietà, ma anche con l'obiettivo di legare sempre più strettamente la propria immagine al "made in Italy"». Il bilancio di questo esordio? «Sono tutti contenti di questa esperienza internazionale. Hanno firmato importanti contratti, qualcuno in cinque giorni ha coperto il fatturato di un anno». Nello stand sono rappresentati tutti gli strumenti, dai violini di Alter Ego di Roma agli antichi strumenti a fiato di Pietro Sopranzi di Albignasego (PD), ai clavicembali di Bizzi di Sumirago (VA) e di Claudio Tuzzi di Villastrada (PG). C'è spazio anche per il Consorzio Music Marche, oltre che, naturalmente, per l'associazione Perugia Classico, che organizza ogni autunno l'omonima salone. «Eravamo già presenti da anni con un nostro stand a Francoforte» – spiega Marco Gambirasio, titolare della ditta bergamasca di tamburi Soprano. «Ma ci sembrava giusto sostenere l'iniziativa dell'Acisa: l'unione fa la forza. Anche i nostri vicini della Ufip hanno abbracciato la causa e con grande generosità: nel loro spazio, che è il più grande, fanno posto per i prodotti degli altri, come la Studiomarimba». L'imponente strumento, che troneggia tra i piatti della Ufip, è prodotto da una piccola azienda di Chivasso, la Mmp di Matteo Mastrocicco: «È una splendida occasione per presentarlo: è un modello economico (costa circa 4 milioni e mezzo) destinato alle scuole e agli studenti. Noi produciamo soprattutto strumentari Orff. Ora progettiamo di costruire tamburi come questi – spiega mostrando qualche modello esposto – sempre dedicati alle scuole: quindi molto robusti e con decorazioni allegre». L'editore bolognese Forni, specializzato in ristampe di edizioni anastatiche mette in mostra i preziosi volumi con Le Istitutioni armoniche di Zarlino, i Fiori Musicali di Frescobaldi e le Intavolature per liuto di Francesco da Milano. I responsabili commerciali Matteo Broccoli e Luisa Bongiovanni precisano: «Ora abbiamo in catalogo anche linee meno costose, con una rilegatura più semplice». I gadget sono in mostra da Musician World (Reggio Emilia) di Oscar Corradini. Molte le novità, dagli scaffali espositori per spartiti ai copritastiera del pianoforte dipinti a mano. «Ma la vera anteprima – dice il titolare – è la Collana di cd-rom "Sheet Music", che presenteremo ufficialmente al Dismamusicshow di Rimini. Ciascun disco contiene interi spartiti, che si possono stampare con la massima libertà. Il catalogo è ampio: a cominciare dalle 500 Sonate di Scarlatti e da tutto Beethoven per pianoforte». Allo stand Italia c'anche la Fabbrica artigiana Pinchi di Foligno (PG). «Siamo gli unici costruttori di organi meccanici liturgici a Francoforte» – dice Andrea Pinchi. «L'anno scorso abbiamo costruito l'organo per la Chiesa di Padre Pio, progettata da Renzo Piano. Qui alla Fiera siamo già in trattative per ordini da più di due miliardi (il costo di uno strumento si aggira sul miliardo)». Il mondo della chitarra è rappresentato da Fabio Ragghianti. Il liutaio toscano sta mostrando a un cliente, un collezionista tedesco, una nuova chitarra da concerto: «Tra le caratteristiche esclusive – spiega – ha un'apertura sulla fascia, ispirata ai modelli italiani del passato: permette all'esecutore di ascoltarsi meglio e fa respirare meglio lo strumento». Allo stand non manca la grande scuola liutaria lombarda. C'è il Consorzio liutai e archettai "Stradivari", formato da 60 liutai cremonesi, ora impegnati in un progetto di tutela del marchio cremonese. E ci sono la Civica scuola di liuteria di Milano e il recente gruppo Contemporary Milanese Violin makers. «Questo nuovo sodalizio – spiega Luca Primon, uno dei fondatori – nasce da un gruppo di studenti della Civica. Il nostro obiettivo è quello di promuovere l'identità milanese». Alla fine del tour italiano incontriamo Mirella Nociforo, dell'Istituto nazionale per il commercio estero, che commenta: «Siamo soddisfatti e stiamo già progettando di ripetere l'iniziativa, magari in uno spazio più ampio, visto che si prevede l'apertura di un nuovo padiglione».

 

 

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