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di Selma Chiosso e Antonella Mariotti
Il Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria è un vanto per la città. Si tratta di un’istituzione molto vivace attorno alla quale ruota la vita culturale. Molti sono, per esempio, i concorsi che si svolgono in provincia, le manifestazioni con concerti nei cortili e nei castelli.
È scuola di profonde tradizioni. Nasce nel 1892 come “Istituto musicale” e nel 1941 viene riconosciuta dalla Stato e intitolata a Vivaldi. La sede è sempre stata Palazzo Cuttica, in via Parma. Il Conservatorio ospita 500 allievi e una novantina di professori. Annessa all’istituto è la scuola media. Oltre alle attività didattiche istituzionali, vengono organizzati cicli di concerti a tema svolti da docenti e interpreti ospiti, masterclass, seminari di approfondimento della cultura musicale moderna e contemporanea, corsi di aggiornamento per gli insegnanti delle scuole superiori, manifestazioni culturali. Da alcuni anni il Conservatorio collabora con istituzioni similari italiane e straniere nell’intenzione di allargare il bagaglio degli studenti nel momento di transizione tra la fine della scuola e l’avvio della carriera professionale.
La scelta di frequentare contemporaneamente la scuola superiore, spesso l’università, e la scuola di musica, è molto impegnativa in un periodo come l’adolescenza, dove lo studio non sempre rappresenta la maggior attrattiva. Renato Perversi, insegnante di violino al “Vivaldi”, spiega: «Cerchiamo di essere dei padri più che degli insegnanti e di capire le difficoltà dei ragazzi».
Federico Ermirio, direttore del Conservatorio dal ‘70, 46 anni, compositore, ha insegnato a Cagliari e Genova armonia, musica corale e composizione. Spiega: «Quando sono arrivato ho trovato un istituto con una voglia enorme di fare, una realtà di cui molti alessandrini ignorano l’esistenza. Si ha spesso la sensazione di vivere in una scatola cinese. Gli studenti che frequentano i nostri corsi sono alessandrini per un terzo o un quarto. Gli altri provengono da tutt’Italia e quest’anno ci sono parecchi cinesi e coreani, che studiano allo stesso modo di come affrontano la vita. Il rapporto con le autorità è “oscillante”, come in tutta la vita italiana. Ci sono stati momenti difficili, ma ora abbiamo la sicurezza del progetto di ristrutturazione: metà di Palazzo Cuttica sarà restaurato per noi».
E il rapporto della città con la musica classica? «L’Italia non è un paese di fruitori di musica. La nostra scelta di aprire il Conservatorio alle scuole dell’obbligo ha lo scopo di creare gli “ascoltatori”. Manifestazioni come “Scatola sonora” sono anche un veicolo per poter educare all’ascolto».
Luca Valentino, insegnante di arte scenica, è uno dei principali ideatori di “Scatola sonora”. Dice: «L’iniziativa nasce da un invito di alcuni anni fa al festival “Malic” di Barcellona. Così abbiamo cominciato a produrre spettacoli. Ho trovato un terreno fertile, e da anni collaboro con le scuole elementari. Si tratta di impostare piccole opere dedicate al pubblico infantile e d’indovinare i gusti degli adulti. Questo Conservatorio è una fucina di idee». “Scatola sonora” coinvolge anche altre iniziative. Il professore è instancabile, appassionato al suo lavoro e adorato dagli studenti. Continua: «Durante gli spettacoli abbiamo consegnato mille e 500 questionari. Alcuni hanno risposto “pensavo di annoiarmi e invece mi sono divertito”».In programma anche idee per il futuro: «Per il prossimo anno vorremo allestire un’opera di Bussotti ed è probabile che il maestro partecipi a questo allestimento. Il progetto di “Scatola sonora” è stato finanziato dall’Unione Europea: solo due lo sono in Piemonte e 128 in Italia. Questo vuol dire molto per noi, soprattutto per il riconoscimento della validità dell’iniziativa».
Incontriamo Maria Cecila Brovero, insegnante di musica da camera e pianoforte. Nel cortile del “Vivaldi” sta allestendo uno spettacolo. Ragazzi e ragazze sono emozionati. Cosa le piace di questo lavoro? «È gratificante lavorare con allievi adulti: si possono realizzare sogni come questo. Si tratta di un genere nuovo: il classico che si apre al moderno, che segue i ritmi e i gusti della gente». E la fatica? «È quella di inventare ogni anno qualcosa di nuovo. Il mio corso non ha esami: ci vuole passione».
Gli studenti si sono ben organizzati. La durata media dei corsi è di 10 anni e spesso il Conservatorio “Vivaldi” di Alessandria diventa una seconda casa. Mariana Sciotto, occhiali e caschetto di capelli scuri, 25 anni, è iscritta a Economia e Commercio ed è diplomata in pianoforte. È la rappresentante degli studenti e parla dei loro problemi: «Il Conservatorio è una doppia scuola e i rapporti con il mondo esterno sono difficili. La competizione si svolge a livelli alti: preparazione e talento sono tutto. A differenza di altre scuole, qui ad Alessandria tutti hanno la possibilità di suonare e questo è importante. Poi sarà il talento di ognuno ad emergere». Sogni? «Quello di poter dirigere un teatro lirico».
Sara Piutti, 22 anni, geometra, è all’ultimo anno di pianoforte. Durante l’alluvione del ‘94 ha perso casa e pianoforte. «Quando ero piccola battevo i pugni perché volevo suonare. Ho iniziato a 5 anni e da allora non ho più smesso». Maria Elena Leone maestra, 22 anni, studia musica da camera. Racconta: «È stata un’esperienza durissima. Suonavo dall’una all’ora di cena, dalle 21 in poi facevo i compiti. Finita questa faticaccia mi sono sposata. Adesso lavo, stiro e studio, ma per fortuna ho un marito comprensivo». Speranze per il futuro? «Insegnare come la professoressa Maria Cecilia Brovero».
Valeria Viotti, 23 anni, abita a Nizza Monferrato, iscritta a Filosofia, a settembre si diplomerà in chitarra. «Voglio andare all’estero a perfezionarmi e dirigere un’orchestra». Ivana Zincone 27 anni, laureata in lingue, è tirocinante nella classi di musica da camera: «Spero di insegnare nelle scuole superiori». Fabio Bonocore, 22 anni, studia canto e dice: «È stato particolarmente stimolante lo spettacolo di Genevieve, allestito per i bambini perché è stato costruito con loro con le scope che diventano personaggi».
Aggiunge ancora Marina Sciotto: «Nonostante la fatica, studiare al conservatorio è un’esperienza affascinante perché comunque – e lo dimostra il fatto che la musica è adoperata come terapia – aiuta a liberare le proprie emozioni, ad ascoltare e a riposarsi. Dopo aver suonato si ricomincia con un’energia nuova».
Conclude la professoressa Angela Colombo: «Ad Alessandria si è creato un pubblico di occasione in occasione, il gusto per la musica è parte integrante della città. Il Conservatorio ha aperto le proprie porte e invita tutti a partecipare alle manifestazioni a partire dai bambini».
BOX:
Carta d’identità
Conservatorio statale di musica “Antonio Vivaldi”
via Parma, 1 - Alessandria
tel. 0131-231528; fax 0131-236971
Direttore: M° Federico Ermirio
Allievi: 500; docenti: 88
Cattedre in organico: 58 principali e 30 complementari
Materie “principali”: 2 arpa; 3 canto; 3 chitarra; 3 composizione; 1 contrabbasso; 2 corno; 3 didattica; 1 direzione di coro; 1 fagotto; 2 flauto; 1 jazz; 1 oboe; 2 organo; 1 percussioni; 19 pianoforte; 1 sassofono; 2 tromba e trombone; 1 viola; 5 violino; 1 violoncello
BOX:
CONSERVATORIO “antonio vivaldi” DI ALESSANDRIA
Anno Scolastico 1996/97 - Organico professori
Accomp. pianoforte
Beltrami Roberto
Cuomo Lucio
Lampo Achille
Armonia complem.
Basevi Gambarana Andrea
Gioanola Giovanni
arpa
Rossi Irene
Saravalli Fernanda
arte scenica
Valentino Luca
assieme archi
Franco Ermanno
assieme fiati
Silvestrini Roberta
Canto
Brovida Lauretta
Caputi Gigliola
Silbano Silvana
Chitarra
Filippone Dora
Gilardino Angelo
Margaria Guido
Clarinetto
Catto Roberto
Parisi Rocco
Soave Giacomo
Composizione
Ferrara Paolo
Mariani Berardo
Ronchetti Lucia
Contrabbasso
Giacobbe Pietro
Corno
Abenante Luigi
Passarino Davide
didattica
Chiesa Silvana
Guanti Giovanni
Jorquera Maria Cecilia
direzione di coro
Zarpellon Roberto
Educazione fisica
Margara Maria
Remotti Daniela
Esercitaz. corali
Berrini Marco
Esercitaz. orchestrali
Rota Marcello
Fagotto
Spaggiari Domenico
Flauto
Benedetti Maurizio
La Mantia Renato
Letteratura poetica
e drammatica
Cecconi Annamaria
Lettura partitura
Gotta Antonello
Pitzianti Pinuccia
Materie letterarie
Petrosino Flora
Musica da camera
Brovero Maria Cecilia
Oboe
Corna Giovanni Pietro
Organo
Gai Giuseppe
Romiti Letizia
Organo compl.
e canto gregoriano
Dalla Vecchia Margherita
Percussioni
Tesio Mario
Pianoforte
Antoniotti Rosanna
Audino Vincenzo
Bigongiari Susanna
Binasco Giuseppe
Bucciarelli Fiorenza
Chielli Alfonso
Colombo Angela
Dapueto Gisella
Delli Ponti Mario
Ferraris Alda
Giuntoli Cecilia
Lovisolo Anna
Marrini Dario
Paderni Massimo
Pescatori Daniela
Pesce Gian Carlo
Sbarrato Graziella
Vercillo Giorgio
Vincenzi Marco
pianoforte compl.
Conte Livia
Pasero Maria Teresa
Rossi Paola
Pratica lettura
pianistica vocale
Migliardi Maria Emma
sassofono
Lugo Claudio
Storia della musica
Beltrami Cesare
Bertagna Giancarlo
Dondi Anna
Leoni Stefano
Teoria e solfeggio
Bottino Gian Franco
Mula Orazio
Pautrè Silvia
Quarantelli Emilia
Santi Marco
Tromba e trombone
Bellucco Mirko
Patrucco Fabrizio
Viola
Righini Mauro
Violino
Garetti Elisabetta
Groppo Enrico
Merani Gloria
Perversi Renato
Verso Carmela
Violoncello
Lumachi Andrea
bibliotecario
Bianchini Gigliola
BOX:
Attività collaterali
Il “Vivaldi” è il primo conservatorio ad avere un ufficio stampa, lo dirige la professoressa Angela Colombo, residente a Torino e insegnante ad Alessandria dal 1980. «Da quest’anno c’è un’organizzazione diversa e si procede per gruppi di lavoro». Le iniziative sono davvero tante. Eccole: “La scatola sonora”, un festival internazionale di opera e teatro musicale realizzato in collaborazione con altre compagnie europee, la Regione, la Provincia, la Rai e curato dal professor Luca Valentino. Si svolge da febbraio a novembre. Fa da cappello a tutte le altre manifestazioni che si svolgono come un percorso didattico. Entriamo nella “Casa della musica”. Concerti per le scuole elementari e medie curati dai docenti Silvana Chiesa, Emma Maria Migliardi. Il tema del prossimo anno saranno le maschere, i burattini e le fiabe. “Concerti attorno al ‘900” curati personalmente dal direttore Federico Ermirio. Quest’anno saranno ospiti Sylvano Bussotti ed Ennio Morricone. “Laboratorio”. Alcune classi delle elementari sono invitate a partecipare all’allestimento di «Genevieve de Brabant» di Satie, seguito dal professor Claudio Lugo. “Ciclo di Orfeo e le muse”. Corsi di aggiornamento per insegnanti delle scuole superiori tenuti da Silvana Chiesa, Anna Maria Cecconi, Stefano Leoni. “Concerti del mercoledì pomeriggio”. Sono dedicati ad un solo compositore e si svolgono in autunno. A cura di Marco Vincenzi.
A tutto ciò si aggiungono manifestazioni varie in occasione di feste, ricorrenze, e momenti importanti per la città e i saggi di fine anno. Gli studenti si sono dotati anche di un giornalino scolastico che si chiama “Ad Libitum”.
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