|
Sei corde per Piazzolla
di Angelo Foletto
Oramai pare impossibile non omaggiare Piazzolla. Soprattutto se l'occasione esecutiva passa per le corde della chitarra. Buon per gli estimatori di questo malinconico poeta dei nostri giorni che merita di occupare un ruolo non marginale nella letteratura 'alta' della musica. Come spiega Angelo Gilardino nelle note di presentazione, il recital di De Santi offre in apertura composizioni di due autori argentini e non-chitarristi. E' un'evidente scelta di campo che consente all'interprete stabilire una sorta di confronto a distanza con i lavori d'altri tempi e d'altro stile che seguono. L'esito convince. La libertà e la scioltezza virtuosistica di De Santi passa con felicità dalle tonalità maliose sudamericane ai brillanti e ammiccanti di Studi di Gilardino, prima di planare nella cordialità elegante dei due autori ottocenteschi, rappresentati da una miniaturizzata antologia di quadri dalla soddisfazione strumentale assoluta. Assolta con una frenesia, un vigore e una varietà di accenti (e anche un pizzico di sano umorismo) che rendono il programma particolarmente godibile e attraente.
|