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Mini orchestra a sei corde
di Angelo Foletto
Ci vuole coraggio e fantasia anche nelle trascrizioni per chitarra, scriveva Angelo Gilardino qualche mese fa, citando tra gli autori importanti di questa particolare letteratura proprio quel Johan Kaspar Mertz cui è dedicata la presente integrale. C’è venuta in mente quella frase, rileggendo quanto lo stesso Gilardino ci insegna nelle note di copertina di questo programma incentrato sulla breve ma intensa esperienza d’autore per due chitarre: in fondo anche in questo caso, seppure autoreferenziale (i brani derivano da originali nati per chitarra e pianoforte) il lavoro di Mertz è trascrittorio, ma inteso nel senso nobile di (ri)creazione spirituale oltre che timbrica. La suggestiva tinta degli undici numeri da un lato è la medesima dei Fogli d’album pianistici coevi, di cui ripercorrono fin nei titoli luoghi ed espressioni tipiche dell’immaginario romantico; dall’altra colpisce nella scrittura a due l’affrancamento d’autore dalla troppo banale idea sonatistica e quindi d’un gregariato d’accompagnamento. In altre parole le due chitarre – e qui si tratta di esecuzioni su strumenti preziosi: un Carlo Guadagnini 1812, due Gaetano II Guadagnini, un Vito e Antonio Garganese di fine Ottocento – non sono distinguibili per ruolo esecutivo. La scrittura d’autore propone, e la bravura degli interpreti completa, una partitura in cui il materiale musicale è distribuito su due strumenti integrati come se fossero in mini-orchestra, e il risultato è delizioso. Corona il programma, una qualità di registrazione veramente ammirevole.
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