|
Il catalogo è questo
di Filippo Michelangeli
Nel 1907 Emilio Suvini e Luigi Zerboni fondano a Milano la Suvini Zerboni. Inizialmente la società gestisce alcuni teatri del capoluogo lombardo, come il Carcano e il Lirico. Negli anni Trenta prende corpo il settore editoriale, che trova un ulteriore sviluppo con l’arrivo di Ladislao Sugar. Il quale nel 1948 rileva l'azienda. Il catalogo spazia dalla musica antica agli autori contemporanei, fino ad aprirsi alla "leggera". La casa milanese diventa un punto di riferimento per i compositori italiani "impegnati" come Pizzetti, Casella, Petrassi, Dallapiccola e Morricone.
Una parte importante della crescita della Suvini Zerboni deriva dall'attenzione per la didattica e per la musica antica. In epoca più recente arrivano i successi del metodo Cantar leggendo di Roberto Goitre e l'imponente settore dedicato alla chitarra classica curato da Ruggero Chiesa, che annovera oltre 300 titoli.
Oggi la casa editrice fa parte del gruppo Sugar, guidato da Piero Sugar, dalla moglie Caterina Caselli e dal figlio Filippo. È una delle aziende più importanti nel panorama musicale italiano e gestisce anche le Messaggerie Musicali, con due imponenti megastore a Roma e a Milano. La direzione editoriale della Suvini Zerboni è affidata dal 1999 ad Alessandro Savasta, milanese, 40 anni, pianista e compositore. Lo abbiamo incontrato nella centralissima sede di Galleria del Corso.
Le edizioni Suvini Zerboni sono da sempre impegnate nella promozione della musica contemporanea. È un mercato che funziona ancora?
Con grandi sacrifici. Produrre musica ha dei costi elevati. In questi anni abbiamo cercato di trovare soluzioni ideali per contenere le spese. Può essere ancora un mercato profittevole soprattutto dal punto dal punto di vista dei diritti di esecuzione.
Che differenza c'è tra proventi da edizioni e diritti di esecuzione?
Per le edizioni il fatturato si ottiene vendendo gli spartiti, e lì i volumi sono bassissimi, quasi inesistenti. Quando invece ci chiedono un pezzo da eseguire in orchestra, allora c'è il noleggio del materiale orchestrale e chi esegue paga i diritti alla Siae che li ridistribuisce anche a noi.
Qual è il mezzo di diffusione che paga i diritti più alti?
La radio e la televisione.
Fra i vostri autori ci sono nomi importanti del Novecento, come Petrassi, Berio, Dallapiccola, Maderna e Morricone. Quanto conta la notorietà del compositore ai fini dell'esecuzione?
Quello che conta è la qualità oggettiva dell'opera musicale. Certo, si va più sul sicuro con la musica di un nome noto come Berio. Di Berio abbiamo in catalogo la Chamber music, Nones, Thema - Omaggio a Joyce, la Sequenza per flauto e altri titoli.
Internet è un mezzo di diffusione per tutti. Il download a pagamento potrebbe essere una soluzione per la vendita di musica contemporanea?
È ancora presto, la gente è diffidente all'idea di acquistare su Internet. E poi la qualità delle stampanti domestiche è bassa. Noi ci stiamo orientando verso il print on demand, cioé la stampa su richiesta. Stiamo cercando di digitalizzare tutto ciò che produciamo di nuovo. In questo modo basta schiacciare un bottone per produrre uno spartito con una confezione gradevole.
Quanti titoli di contemporanea e di musica del Novecento avete in catalogo?
Almeno 10 mila.
Siete molto presenti anche nella didattica. Quali sono i titoli di maggiore successo?
I nostri cavalli di battaglia sono opere per i primi anni di studio, come il mitico Guitar gradus di Ruggero Chiesa, che vende da anni almeno 4mila copie l'anno ed è stato tradotto in inglese e in greco. Poi il Cantar leggendo di Roberto Goitre e i due volumi sul Dettato ritmico e sul Dettato melodico di Sergio Pasteris.
Chi sono i giovani introdotti negli ultimi anni?
Vado fiero di aver scelto Javier Torres Maldonado, Luca Antignani, Valerio Sannicandro e Jacopo Baboni Schilingi.
Per il futuro che cosa bolle in pentola?
Continuare a lavorare sulla didattica e trovare metodi nuovi e aggiornati. Scoprire giovani compositori che possano dire qualcosa di nuovo e di qualità, senza dimenticare gli autori storici. Allargare la comunicazione con il nostro notiziario quadrimestrale che spediamo gratuitamente a chiunque ne faccia richiesta. E poi c'è il nostro sito www.esz.it in continuo aggiornamento.
|