Home
Page
Il numero
in edicola
Il rivenditore
più vicino
Come
abbonarsi
Accade in
Conservatorio
Numeri
arretrati
Archivio
dal 1995
Offerte
commerciali
Musicisti
italiani
Pagine
Musica
Pubblicità
su Suonare.it
Seicorde,
solo chitarra
Contatta
la redazione
I sondaggi
di Suonare


Fai di Suonare.it
la tua pagina iniziale!

Abbonati gratis alla
Newsletter di Suonare.it
Scrivi qui la tua e-mail

Garanzia di riservatezza,
legge 196/03

Suonare News luglio-ago 2010 Editoriale
 

ESTATE, TEATRI CHIUSI PER FERIE
di Filippo Michelangeli

Mentre turisti provenienti da tutto il mondo in luglio e agosto prendono d’assalto le nostre città d’arte, le fondazioni liriche tengono sbarrate le porte d’ingresso. Preferiscono lamentarsi dei tagli ai finanziamenti che rimboccarsi le maniche e cercare nuovo pubblico


C’è da scommetterci: in estate si sgonfieranno le polemiche sul decreto Bondi, quello sul riordino degli enti lirici che, dopo la firma del Capo di Stato, ha scatenato scioperi e proteste in tutta Italia. Ne parla, entrando nel merito, il nostro Giovanni Scoz a pagina 22 e vi invito a leggerlo per farvene un’idea più precisa.
In estate la politica va in vacanza e, in assenza di dichiarazioni di onorevoli e ministri, ai cronisti resteranno soltanto da commentare il caldo, l’esodo, il controesodo e qualche crimine efferato commesso da un disgraziato rimasto in agosto nella canicola della città.
Si fermeranno le polemiche sul decreto Bondi perché in Italia i 14 sovrintendenti delle fondazioni liriche in agosto tengono chiusi i teatri. Mentre le città d’arte sono prese d’assalto da orde di turisti pieni di soldi e di voglia di godersi cose belle, i dirigenti dei nostri teatri sono al mare sotto l’ombrellone. Peccato, una trentina di repliche consecutive di “Bohème”, “Traviate”, “Turandot”, “Barbiere” segnerebbero il tutto esaurito ovunque. A Roma, Venezia, Napoli, Bari e Firenze i turisti italiani, giapponesi, americani, europei farebbero a gara per aggiudicarsi i biglietti per entrare nei nostri meravigliosi teatri, ascoltare musica italiana eseguita da musicisti italiani.?E chissenefrega se il cast non è di prima scelta e gli allestimenti ripescati in vecchie produzioni già viste. Rendere la “classica” una musica di consumo non è un’eresia: è un’opportunità per rimpinguare le casse e fare notizia.
La verità, infatti, è che senza i tagli ai finanziamenti, veri o presunti, la musica classica non finisce mai in prima pagina. Se l’arte dei suoni non diventa terreno di scontro tra gli schieramenti politici non interessa a nessuno.
Perché Beethoven & co. non fanno notizia? Colpa dell’ignoranza degli italiani? Dell’assenza dello studio di uno strumento musicale nella scuola dell’obbligo? Delle poche risorse messe a disposizione dallo Stato?
Sono le considerazioni che sentiamo ogni giorno uscire dalla bocca dei musicisti e dagli operatori del settore.
Io non credo che sia così. Gli italiani sono molto meglio di quanto i politici e noi “tecnici” siamo disposti ad ammettere. Basta scorrere questo numero di “Suonare news” dedicato a centinaia di festival estivi per rendersi conto che di fronte a tanta offerta di musica di qualità deve pur esserci una robusta domanda. Non cerchiamo alibi. Dai concerti sulle Dolomiti a quelli in riva al mare il pubblico in Italia non manca. Manca, invece, nei direttori artistici, negli impresari, la capacità di immaginarsi un modo più moderno di presentare la musica. L’estate è un laboratorio straordinario dove si sperimentano tante nuove iniziative. Poi torna l’autunno e la musica rientra nei ranghi:?stagioni fossilizzate, artisti imposti dalle agenzie, il continuo “al lupo, al lupo” sui tagli ai finanziamenti. Sai che divertimento.
Più facile lamentarsi che inventarsi qualcosa di nuovo. Ma è quello di cui la musica classica ha davvero bisogno.

 

 

Copyright © Michelangeli Editore - Tutti i diritti riservati. - hosting and web editor www.promonet.it

Michelangeli Editore S.r.l. viale Lombardia, 5 - 20131 MILANO
CF e P.IVA 10700160152