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Suonare News luglio agosto 2021 Editoriale
 

La preziosa informalità dei festival estivi
di Filippo Michelangeli

Come ogni anno Suonare news pubblica un’ampia “guida ai festival musicali” che in luglio e agosto diffondono musica di qualità lungo tutta la Penisola. Ne abbiamo scelti e raccontati ben 63. L'importanza della loro azione di promozione verso un pubblico di neofiti


In principio furono i grandi spazi all’aperto ad ispirare la voglia in estate di allestire spettacoli musicali dal vivo. L’Arena di Verona è arrivata alla 98ma edizione, preceduta di due anni dallo Sferisterio di Macerata, nelle Marche, che quest’anno festeggia il 100° anniversario (auguri!).
Con buona pace di Arturo Toscanini che diceva: "All’aperto si gioca a bocce", agli spettatori piace moltissimo assistere a recite d’opera e ascoltare concerti sotto le stelle. Sbagliava quindi il leggendario direttore d’orchestra parmigiano a guardare con il sopracciglio alzato la musica all’aperto? Sì, oggi possiamo dirlo senza timori di smentite: l’arte dei suoni fuori dai suoi luoghi istituzionali, teatri e auditorium, non solo funziona bene, ma riesce a raggiungere un pubblico molto più vasto che difficilmente metterebbe piede nei luoghi deputati a fare musica colta.
Dall’intuizione delle due arene venete e marchigiane, oggi lo scenario dei festival italiani si è enormemente ampliato e ogni estate diventa un imperdibile “ponte musicale” tra le stagioni che sono terminate in primavera e la loro ripartenza in autunno.
Quella che è appena iniziata è la seconda estate che si svolge durante l’emergenza sanitaria del Covid e al momento non è facile prevederne gli sviluppi. Rispetto all’anno scorso abbiamo il doppio dei morti alle spalle, ma un piano vaccinale imponente che ha indotto il governo ad allentare le restrizioni. Inoltre gli spazi all’aperto, rispetto al virus, sono considerati più sicuri di quelli al chiuso. E questo gioverà moltissimo al botteghino che da un anno, prima per le chiusure imposte per fronteggiare l’emergenza, poi per la prudenza degli spettatori, potrà finalmente ridare fiato alle magre finanze del settore.
Va detto che le restrizioni e il distanziamento restano;?per intenderci all’Arena di Verona i protocolli sanitari autorizzano 6.000 spettatori su una capienza di 13.500 posti. Ma, vista la situazione da cui veniamo, è da considerare un miracolo.
In questo numero, come ogni anno, pubblichiamo la nostra “Guida ai festival estivi”, a cura di Ilaria Manto-vani, che presenta ben 63 proposte disseminate lungo la Penisola. In molti casi la qualità degli interpreti merita un viaggio ed è sempre più numerosa quella parte di italiani che organizza le proprie ferie per seguire i loro beniamini.
Ma c’è un aspetto che trovo particolarmente interessante e prospettico dei festival estivi: la loro informalità. Se entrare in un teatro con le poltroncine e i velluti rossi o in un austero auditorium può mettere e mette in imbarazzo il pubblico meno abituato, assistere a un concerto o ad un’opera all’aperto in una piazza o in un arena fa meno paura.
Anche se noi professionisti non ce ne accorgiamo più, non dobbiamo mai dimenticare che la musica classica viene percepita come elitaria, con rituali molto complessi da seguire. Per questo i festival non sono solo “musica in estate”, ma offrono un’opportunità unica di ampliare il nostro pubblico.
Ci rivediamo in edicola a settembre, buone vacanze!

 

 

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